Gay & Bisex
Pompino al mio amico etero Federico
03.07.2026 |
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"Il suo pisello cresceva dentro la bocca di Marco che glielo leccava avidamente facendo un bel gioco di lingua sulla cappella facendo ansimare ancora di più Federico..."
«Allora, modello…» disse Marco aprendo la porta con un sorriso. «Hai dormito almeno otto ore? Voglio il meglio.»Federico sbuffò entrando nello studio.
«Mi hai convinto a fare un servizio fotografico e già mi tratti come una diva.»
«Le dive fanno meno storie.»
Le prime foto filarono lisce, Marco cambiava obiettivo, regolava le luci e impartiva ordini con una sicurezza quasi irritante.
«Spalla destra… mento in su… no, non sembrare uno che aspetta il turno alle Poste.»
Federico scoppiò a ridere.
«Sei insopportabile.»
«Eppure continui a tornare.»
Dopo una serie di scatti, Marco abbassò la macchina fotografica.
«Via la maglietta.»
«Così?»
«Così.»
Federico la sfilò.
«Adesso?»
Marco lo osservò per qualche secondo.
«Funziona… ma possiamo fare di meglio.»
«Conoscendoti questa frase mi preoccupa.»
«Nudo.»
Federico lo fissò.
«Sei serio?»
«Fotografia artistica, fidati.»
«Detta da un fotografo gay non mi tranquillizza per niente.»
Marco scoppiò a ridere.
«Ti ricordo che sei stato tu a venire a casa mia.»
«Effettivamente è un dettaglio importante.»
Scuotendo la testa, Federico si girò e iniziò a spogliarsi del tutto, prima sfilò i pantaloni e poi si sfilò le mutande, aveva un sedere bellissimo…e poi si girò. Il suo pisello era ben fatto e più scuro dell’incarnato del resto del corpo, incorniciato in un leggero pelo, segno che Federico è uno che si cura. Marco rimase sorprendentemente professionale ma con un bel sorriso sulle labbra.
«Che ridi?…»chiese Federico incuriosito.
«Nulla nulla…però devo ammetterlo…» disse dopo qualche minuto guardando il display. «Hai un fisico che collabora molto più di te.»
«Grazie… credo.»
Marco aggrottò la fronte.
«Però manca qualcosa.»
«Ancora?»
«Un po’ di intensità.»
«Che vuol dire intensità?»
Marco fece spallucce.
«Qualcosa che racconti desiderio.»
Federico scoppiò a ridere.
«Marco… sono completamente nudo, in casa tua, con quaranta gradi e tu mi fai pure l’analisi artistica.»
«È il mio lavoro.»
«Il tuo lavoro è stressarmi.»
Marco si avvicinò di qualche passo.
«Sei troppo teso.»
«Grazie al cavolo.»
«Hai bisogno di rilassarti.»
Federico incrociò le braccia.
«Hai qualche tecnica segreta da fotografo?»
Marco sorrise con aria innocente.
«Hai il telefono?»
«Sì…»
«Usalo.»
«Per fare cosa?»
«Quello che fanno tutti quando cercano un po’… d’ispirazione.» e fece segno su e giù con la mano.
Federico lo guardò per qualche secondo.
Poi scoppiò a ridere.
«Stai seriamente suggerendo di…»
Marco alzò le mani.
«Io non ho detto niente.»
«L’hai detto, l’hai detto...»
«Fai tu...»
Federico sospirò teatralmente.
«Se qualcuno mi avesse raccontato questa scena non ci avrei creduto.»
«E invece eccoci qui.»
Scosse la testa, prese il telefono e si sedette sul divano.
«Sei contento?»
«Molto…e ora inizia pure.»
Marco tornò alla fotocamera fingendo di controllare gli scatti, ogni tanto, però, gli scappava un’occhiata verso Federico che si passava la mano su tutto il corpo fino ad arrivare al suo bel pisello mentre guardava il telefono.
«Non sbirciare.»
«Sto verificando l’illuminazione.»
«Dal divano?»
«La luce rimbalza.»
«Bugiardo.»
«Professionista.»
Passarono alcuni minuti e Marco vedeva il pisello di Federico che stava crescendo, voleva azzardare ancora di più. Marco si avvicinò a Federico, si inginocchiò davanti a lui e iniziò a leccargli il pisello. Federico all’inizio era teso e rigido, poi con il passare dei minuti si lasciò andare e iniziò a godere. Il suo pisello cresceva dentro la bocca di Marco che glielo leccava avidamente facendo un bel gioco di lingua sulla cappella facendo ansimare ancora di più Federico.
Marco scese leccando tutta l’asta del pisello fino ad arrivare alle palle, le lecco una per volta, segando il pisello di Federico che era diventato durissimo.
«Se continui così non durerò ancora molto.» disse Federico ansimando.
Allora Marco iniziò a segarlo forte dandogli colpetti di lingua sulla cappella fino a sentire ansimare molto forte Federico.
«Sto per… ahhhhh.» e inizio a sborrare un po sul suo petto e un po sulla mano di Marco.
Sfinito Federico si accasciò sul divano e Marco prese la macchina fotografica per dare qualche scatto.
Alla fine Marco abbassò definitivamente la macchina fotografica.
«Sai qual è il problema?»
«Dimmi.»
«Che ci siamo dimenticati di fare le foto durante...» e sorrise
Federico si lasciò andare contro lo schienale del divano e rise.
«Direi che come fotografo sei un ottimo elemento di distrazione.»
Marco scoppiò a ridere.
«Quindi missione fallita.»
«Non del tutto.»
«No?»
Federico raccolse i vestiti da terra.
«Hai trovato il modo di convincermi a tornare.»
Marco inclinò la testa con un sorriso divertito.
«Davvero?»
Federico si infilò le mutande senza smettere di sorridere.
«La prossima volta… magari iniziamo direttamente dalle foto.»
«Promesso.»
«Non ci credo neanche un po’.»
«Nemmeno io.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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